Storie di vino... piccola cronologia della damigiana

 


Oggi torno a parlarvi di vino sfuso, e lo faccio con uno sguardo alla storia. Senza perderci troppo nei dettagli, voglio raccontarvi da dove arriva il nome “damigiana”, il contenitore del vino sfuso. 

Questa storia, come spesso accade quando si parla di vino, affonda le sue radici nell’antichità e ci apre le porte a un mondo fatto di condivisione, convivialità e tradizione. 

L’etimologia ci racconta che la parola “damigiana” deriverebbe dal francese dame Jeanne, ovvero “signora Giovanna”. 

Un’allusione scherzosa, forse oggi non proprio politicamente corretta, alla sua forma tondeggiante. Secondo altri, però, il nome sarebbe legato ad una Giovanna ben precisa: Giovanna d’Angiò, regina di Sicilia, che nel 1347 fuggì da Napoli per rifugiarsi nella sua contea d’origine in Provenza, non prima di aver messo in salvo le sue damigiane di vino. 

Giovanna d’Angiò fu una delle prime regine a governare in Europa: suo nonno, con una scelta piuttosto scandalosa per l’epoca, preferì lei a numerosi discendenti maschi, assegnandole il titolo di regina. 

La sua vita politica non fu semplice, ma viene da pensare che fosse anche amante del buon vino italiano… Dato che pur rifugiandosi in Francia, non rinunciasse a portarsi dietro la sua “dama”. 

Altre fonti, invece, fanno risalire il termine non al francese, ma dal tardo latino demedius (dal classico dimidius), cioè “mezzo”. 

Altri ancora lo collegano all’arabo damajān, recipiente di creta di origine persiana. 

Qualunque sia la sua vera provenienza, una cosa è certa: la damigiana racconta quanto il vino sia una cultura condivisa e antica: dalla Persia, all’Italia, passando per la Francia...

Nell’uso più recente, la damigiana è un po’ la bottiglia della famiglia. Più spesso di una famiglia allargata, che conservava e consumava insieme il vino nell’arco di un tempo relativamente breve. 

Oggi i tempi sono cambiati: è più difficile immaginare grandi famiglie raccolte in corte a condividere la stessa damigiana. 

Eppure una verità resta immutata: il buon vino non è solo nella botte piccola… può stare benissimo anche nella damigiana grande, media, piccola o mezzana... Dipende dal vino! Quel che resta certo è che conviene in termini economici ed è anche una scelta green. Insomma senza fare troppo i nostalgici: dalla tradizione abbiamo sempre da imparare qualcosa di nuovo.

 

Giuseppe Branca